Judo and mentally disabled

Judo and mentally disabled

JUDO AND MENTALLY DISABLED

Il Judo è particolarmente efficace nel modello “Sport Benessere e Salute Mentale”, perché unisce corpo, relazione, regole e significato, in modo unico rispetto ad altri sport. 

IL JUDO LAVORA SULLA RELAZIONE, NON SOLO SUL GESTO

Nel Judo non è possibile allenarsi da soli, perché ogni tecnica concretamente eseguita richiede la presenza di un altro corpo.

Nel Judo il contatto è costante, ma regolato.

L’altro non è un nemico, ma un partner essenziale per crescere e progredire insieme.

Per chi proviene da trascorsi di fragilità psichica quanto premesso riduce la paura del contatto, riattiva la fiducia, insegna a stare in relazione senza invadere né fuggire.

 

LA PRATICA DEL JUDO TRASFORMA L’AGGRESSIVITA’ IN COMPETENZA

Molte fragilità sono portatrici di rabbia non espressa, impulsività e soprattutto paura di perdere il controllo.

Il Judo non reprime l’aggressività, ma la incanala in gesti tecnici.

Il Judo insegna soprattutto che la forza senza il controllo non funziona.

 

Il dojo è una palestra concreta di autoregolazione emotiva.

 

LE REGOLE BASE DEL JUDO CAUSANO SICUREZZA MENTALE

Nel Judo le regole base sono semplici e non negoziabili.

Il tatami è uno spazio protetto.

Il rituale costituito (saluto, rispetto e silenzio) crea struttura.

 

Quanto premesso è fondamentale per chi ha bisogno di confini chiari, fatica a gestire l’imprevedibilità, trova sicurezza nella ripetizione.

 

NEL JUDO CADERE NON E’FALLIRE (CONCETTO DI UKEMI)

Questo è l’aspetto più potente del Judo.

Nel Judo si impara a cadere.

La caduta è prevista, insegnata, allenata.

Rialzarsi dopo la caduta fa parte della tecnica.

 

Il Judo insegna che cadere non è un fallimento, ma parte del percorso: questo è terapeutico senza essere clinico.

 

Il RAPPORTO CON IL CORPO RITROVA AFFIDABILITA’

Chi soffre di disagio mentale spesso vive un corpo percepito come estraneo, paura del movimento, dissociazione.

Il Judo restituisce sensazione di controllo corporeo.

Migliora equilibrio e propriocezione.

Crea un dialogo corpo-mente continuo.

PARITA’REALE PERCHE’SUL TATAMI SONO TUTTI UGUALI

Nel Judo non conta la storia personale, ma ciò che si fa qui e ora.

Cintura, rispetto e impegno, valgono per tutti, nessuno escluso.

Tali premesse contribuiscono a ridimensionare fino ad azzerare lo stigma perché non sei una “persona fragile”, sei un Judoka.

 

IL VALORE EDUCATIVO FONDAMENTALE DEL JUDO E’MIGLIORARSI

Il Judo non punta a distruggere l’altro o a vincere a tutti i costi, ma a migliorare sé stessi, rispettare l’avversario, crescere attraverso il confronto.

Tutto ciò è perfettamente coerente con un percorso di salute mentale.

 

IN SINTESI

Nel modello Sport Benessere e Salute Mentale il Judo è ideale perché usa il corpo come linguaggio, crea relazione protetta, insegna controllo e rispetto, da senso a caduta (limite e fatica), restituisce identità e dignità.

Il Judo non è solo uno sport, ma educazione alla vita attraverso il corpo.


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Progetti Sportivi per la Cultura del Benessere.


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