Sport Benessere e Salute Mentale

Progetto Sport Benessere e Salute Mentale

Nel 2013 l’insegnante tecnico dr Umberto Battista crea Sport Benessere e Salute Mentale considerato il progetto pioniere culturale sportivo inclusivo in Italia. Trattasi nella fattispecie di una squadra di calcio a 5 formata da persone con problemi di disagio mentale in cura al Dipartimento di Salute Mentale che per la prima volta competono in un campionato di serie D della Figc dimostrando di poter conquistare anche la promozione alla categoria superiore.

Da sport Benessere e Salute Mentale molti passi avanti sono stati fatti in Italia con la nascita della prima Nazionale Italiana Crazy For Football anche vincitrice del Campionato del Mondo di calcio a 5 per persone con problemi psichici nel maggio del 2018 a Roma. I valori di Sport Benessere e Salute Mentale sono stati incarnati principalmente dal Judoka dell’Accademia Matteo Vitali, anche portiere di Calcio a 5, laureatosi Campione del Mondo a Roma nonché uno dei protagonisti principali di Crazy For Football (Matti per il Calcio) la fortunata fiction televisiva andata in onda su Rai Play nel 2021 con la regia di Volfango De Biasi.

Sport Benessere e Salute Mentale rappresentano i valori perseguiti dall’Accademia sia da un punto di vista culturale che scientifico in grado di garantire la prevenzione primaria attraverso la pratica del Judo.

 

SPORT BENESSERE E SALUTE MENTALE

Il Progetto “Sport Benessere e Salute Mentale” è un’iniziativa pioneristica in Italia che utilizza lo sport come strumento concreto per il benessere fisico, psicologico e sociale, soprattutto rivolto a persone con fragilità mentale o disagio psichico.

Umberto Battista ha creato formalmente questo progetto già nel 2013 con la fondazione dell’associazione Apsd Sport Benessere e Salute Mentale.

PARADIGMA

È un progetto culturale che parte dal principio che lo sport non sia solo attività fisica, ma un mezzo per favorire inclusione, integrazione sociale, dignità personale e benessere mentale.

LA SQUADRA DI CALCIO A 5

Una delle realizzazioni più significative del progetto è una squadra di calcio a 5.

La squadra è composta da giocatori in cura presso il Dipartimento di Salute Mentale insieme a giovani normodotati, con lo scopo di promuovere integrazione reale e partecipazione sportiva senza barriere.

Questo Team ha partecipato a campionati ufficiali FIGC (serie D) risultando il primo caso in Europa di squadra federata con tale composizione.

OBIETTIVI PRINCIPALI

Promuovere l’autostima e la fiducia personale attraverso l’attività sportiva.

Combattere lo stigma e l’isolamento delle persone con disagio mentale, offrendo uno spazio in cui essere parte attiva di una comunità sportiva.

Favorire l’inclusione sociale, facendo interagire persone con background diversi in una dimensione di collaborazione e rispetto reciproco.

Dimostrare che la fragilità non è un limite assoluto, ma può diventare fonte di crescita e forza quando sostenuta da esperienze condivise.

 

RISULTATI E IMPATTO

Il progetto ha attirato attenzione a livello nazionale ed europeo per la sua originalità e per il suo impatto sociale.

Ha contribuito a creare reti con altre istituzioni sportive, eventi di inclusione, dando vita nel tempo ad iniziative estese ad altri contesti sportivi oltre il calcio come il Judo.

In sostanza “sport Benessere e Salute Mentale” è un progetto che abbatte barriere sociali e psicologiche attraverso lo sport, offrendo alle persone con difficoltà mentali un percorso di crescita, appartenenza e benessere personale.

 

METODOLOGIA PROGETTUALE

Il progetto ideato da Umberto Battista non è “sport-terapia” in senso clinico, ma sport vero con valore educativo e sociale, costruito su quattro punti chiave.

Sport come normalità e non come cura

Le persone con fragilità psichica non vengono trattare come pazienti, ma come atleti e compagni di squadra.

Nessuna etichetta e nessun ruolo speciale: stesse regole, stessi allenamenti, stessi obiettivi.

Queste premesse sono centrali perché la dignità nasce dalla normalità, non dall’assistenza.

Squadre miste e inclusione reale

Le attività coinvolgono persone seguite dai servizi di salute mentale insieme a giovani normodotati.

La convivenza sportiva crea responsabilità reciproca, rispetto, appartenenza al gruppo.

L’inclusione qui non è simbolica, ma vera e propria pratica quotidiana.

Regole, disciplina, responsabilità

Orari, impegni, allenamenti e gare sono reali e non adattati.

Ogni partecipante è responsabile in primis della propria presenza, del proprio comportamento e del gruppo.

Ciò rafforza autostima, senso del limite e autocontrollo.

Lo sport come linguaggio emotivo

Attraverso il gioco e l’allenamento si lavora sulla gestione della frustrazione, il concetto di vittoria e sconfitta, contatto fisico e relazione e fiducia nell’altro.

In questo modo lo sport diventa uno spazio sicuro dove le emozioni possono emergere e trovare forma.

 

GIORNATA DI ALLENAMENTO TIPICA

Accoglienza

Ritrovo in palestra o al campo.

Saluto, clima informale, ma strutturato.

Tutti gli atleti si cambiano e si preparano insieme per condividere l’allenamento.

 

Allenamento

Riscaldamento di gruppo.

Esercizi tecnici (calcio, judo o altra disciplina).

Lavoro a coppie o in squadra.

Giochi o simulazioni di gara.

 

Attenzione: nessuna distinzione tra “fragili” e “non fragili”.

 

Condivisione finale

Breve momento di confronto su come è andato l’allenamento (difficoltà e successi).

Attenzione: rinforzo positivo, mai giudizio clinico.

 

Gare ed eventi ufficiali

Partecipazione a veri campionati federali.

Vere trasferte, pubblico, arbitri.

Tutto ciò che favorisce e rende lo sport autentico e socialmente riconosciuto.

 

Attenzione: questo ultimo passaggio è fondamentale per abbattere lo stigma.



 

Risultati osservati nel tempo

Aumento dell’autonomia personale.

Miglioramento delle relazioni sociali.

Riduzione dell’isolamento.

Maggiore continuità nei percorsi di vita.

Ma soprattutto cambiamento dello sguardo delle comunità sulla salute mentale.

 

Sport Benessere e Salute Mentale

Funziona perché non protegge, ma responsabilizza.

Non isola, ma include.

Non cura dall’alto, ma costruisce insieme.

Usa lo sport come strumento di identità, non di assistenza.


TELEFONO
(+39) 320 2146336
VIA FILIPPO MONTESI, 3
61032 FANO (PU)
E-MAIL
info@accademiajudofano.it

Accademia Judo Fano

Progetti Sportivi per la Cultura del Benessere.


Seguici su Facebook

Apsd Sport Benessere e Salute Mentale - Facebook